A settant’anni dalla sua scomparsa, il nuovo libro del saggista e attento studioso di jazz Franco Bergoglio invita a riscoprire Charlie Parker oltre i cliché e i luoghi comuni che ne hanno offuscato la grandezza. Un percorso essenziale per capire quanto la sua voce continui a risuonare ancora oggi
E’ in libreria e nei negozi online, dal 5 dicembre, “Alla scoperta di Charlie Parker – Eredità culturale e storia di un gigante del jazz“, dello studioso e critico di jazz Franco Bergoglio, pubblicato da Shake Edizioni.
Charlie “Bird” Parker è stato così tanto idolatrato e imitato in vita o negli anni successivi alla morte da sembrare oggi una figura che ha poco da dire, archiviata, appartenente alla storia e non al presente. Nato da un decennio di ricerche, questo libro rilegge radicalmente la figura di Charlie Parker come uno scrigno di tesori culturali: un viaggio nella ‘Birdite’ che smonta i cliché, illumina il contesto sociale e artistico del suo tempo e intreccia musica, storia e letteratura per restituire al genio del bebop tutta la sua complessità.
Parker attraversa la storia americana del Novecento e tutte le arti: la musica, certo, ma anche letteratura, cinema, teatro, pittura, scultura, graphic novel, danza, moda. Parker è il protagonista e ispiratore dei romanzi di Julio Cortázar, Percival Everett e James Ellroy, delle graphic novel di Muñoz & Sampayo, dei dipinti di Basquiat, del teatro di Leo de Berardinis, del cinema di Clint Eastwood, delle coreografie di Alvin Ailey e delle opere di tanti altri artisti. Lo sfruttamento dell’icona prevede anche la comparsa come “santino” nei testi di canzoni dal punk all’hip-hop, dai Red Hot Chili Peppers agli Steely Dan. Dietro la “maschera di Bird” si cela la dicotomia tra l’artista e l’uomo, il maledetto e il borghese.
Charlie “Bird” Parker (1920-1955) occupa un posto speciale nella short list di chi ha cambiato il corso del jazz. Insieme a Dizzy Gillespie è stato il maggior artefice di un linguaggio avanzato, ribelle, cool come il bebop. La sua brillantezza solistica ha generato una schiera infinita di imitatori, la vita dissoluta ha segnato le cronache del Dopoguerra. Il primo bootleg della storia ha catturato il suono del suo sax alto. Parker è un modernista della statura di Picasso, dirompente come Hendrix: una figura ancora pulsante per i contemporanei. Origina un vortice culturale che tiene insieme Jack Kerouac e Langston Hughes, Miles Davis e Igor Stravinskij, Sonny Rollins e Stefan Wolpe, Bob Dylan e i Manhattan Transfer, Leonard Feather e Lester Bangs, Walter Winchell e Lenny Bruce, Popeye e i film western, i manganelli e la benzedrina.
In questo libro, “Bird” è riletto in tutti i modi possibili e anche in quelli impensabili: viene ripercorsa la sua vita da romanzo tramite fonti alternative (e qualche raro documento d’epoca), con chicche da parkerologi inserite in una lettura per tutti. In chiusura, un racconto breve basato su un episodio poco noto.

L’AUTORE DEL LIBRO
Franco Bergoglio (Chivasso, 1973), è saggista, scrittore. curatore artistico. Da trent’anni si occupa di musica, cultura e società per riviste, siti, quotidiani e dal 2011 collabora con Alias del “Manifesto”. Tiene incontri, lezioni e un laboratorio annuale sugli eventi musicali presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Torino. Ha organizzato manifestazioni, mostre e collabora con il Torino Jazz Festival. Il talk “Sassofoni e pistole” su jazz e romanzo giallo è stato apprezzato in festival e rassegne di tutta Italia e Svizzera. Ha pubblicato con Costa & Nolan, MobyDick, Arcana. L’ultimo libro è: “I giorni della musica e delle rose”. Rock, pop, jazz, soul blues nel vortice del ’68. Scrive anche racconti e pièce teatrali. Il suo blog, attivo dal 2007, è www.magazzinojazz.it
LE NOTE DELL’AUTORE
“Questo lavoro trae origine da un saggio pensato per i 100 anni dalla nascita festeggiati nel 2020. Da allora ho svolto ricerche e assemblato materiali con l’ottica di “problematizzare” la figura di Parker togliendola dal quadretto limitato del drogato di genio, utilizzando approcci e materiali nuovi o rileggendo in modo diverso quelli già a disposizione.
Questo libro è uno studio culturale sulla “BIRDITE” a 360 gradi.
Possono leggerlo anche lettori digiuni di jazz: un capitolo introduce in maniera fresca il fenomeno del bebop, un altro racconta con piglio letterario la sua vita.
Il capitolo “Manganellare i bopper” ci immerge nel contesto sociale e politico dell’America degli anni Quaranta. Il rumore delle bastonate della polizia sulle teste dei neri che produce il suono “bebop” è una intuizione letteraria del poeta Langston Hughes usata come leit motiv per indagare il razzismo dominante di quegli anni (anche Parker è stato manganellato, ma nelle storie non si trova mai questo riferimento).
Altri capitoli trattano del rapporto con le arti (scultura, danza, arti visive, fumetto, cinema…) e in particolare con la letteratura. Sono ovviamente analizzati Jack Kerouac e i beat ma i lettori troveranno anche riferimenti meno immediati: Gesualdo Bufalino, James Ellroy, Haruki Murakami, o poeti sorprendenti come Gregory Corso, Paul Zimmer, Jack Spicer, Robert Creely. Il capitolo centrale, “La maschera di Parker”, rilegge la dicotomia tra il Parker artista e l’uomo, tra il maledetto e il borghese…. Nel capitolo “Il daimon del sassofono” si smonta il mito di Bird prendendo i frammenti culturali che genera ed esplorandoli in maniera libera. Facciamo un esempio: si parla del “sassofono di seta e quello alla benzedrina”: un modo originale per vedere due grandi del sassofono come Lester Young e Parker sotto una luce insolita e poetica.
Anche la morte di Parker, un fatto tragico sul quale si è detto e scritto di tutto, può essere riletta in maniera diversa, sulla base di alcuni documenti d’epoca mai analizzati prima criticamente. Concludono il volume l’intervista a Lorraine Feather, cantante jazz e figlia del critico Leonard Feather che fu amico di Parker e un florilegio con decine di citazioni e testimonianze (da Woody Allen a Carla Bley, da Bill Clinton a Eric J. Hobsbawm, da Maya Angelou a Charlie Watts) suddivise per temi nelle quali ogni lettore può trovare assonanze con altre parti del libro o idearne di nuove. I vari capitoli si parlano con rimandi trasversali che il lettore può cucire insieme a piacimento.
In appendice un aneddoto tra quelli meno noti su Parker (la sua valigia-eredità che perviene “per magia” a Wayne Shorter) viene trasformato in un avvincente racconto breve.
